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mercoledì 17 Luglio 2024
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“Il Corciano Festival ha posto le basi per il mio lavoro”, il sassofonista Cristiano Arcelli elogia la cultura che si respira nel borgo

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foto Tiziano Ghidorsi
“Fare cultura e condividerla. Questo è il senso, da sempre, del nostro Festival ed è quanto il nostro Cristiano ha saputo sintetizzare nel suo post. Non possiamo che ringraziarlo, soprattutto per avere parlato un linguaggio che, dopo 53 anni, riesce ancora a comunicare”. Così il Sindaco di Corciano Cristian Betti commenta l’intervento pubblicato dal sassofonista Cristiano Arcelli su FB e già condiviso da tanti. Un post che, a Festival 2017 ormai concluso, va ad avvalorare quello che gli osservatori sostengono da tempo, ossia che l’appuntamento annuale è stato ed è capace di rappresentare un riferimento per l’Umbria della cultura, se non per la stessa Italia.

“Sono nato e cresciuto a Corciano, dopo vari cambi di residenza in Italia ed Europa mi sono trasferito a Bologna – scrive Cristiano – Da qualche tempo, oltre che per motivi affettivi, ci torno per fare il mio lavoro che è quello del musicista e lo faccio in un momento preciso dell’anno, durante il Corciano Festival. Ho suonato in molti posti nel mondo: USA, Colombia, Cina e quasi ovunque in Europa – prosegue – Volendo fare un’analisi del mio percorso artistico ed umano, posso tranquillamente e con profondo orgoglio dire che il Festival ha posto le basi di quello che è poi diventato il mio lavoro, la mia ragione di vita: il fare musica”. Fra i passaggi più significativi della sua riflessione, quello in cui il sassofonista ammette “qualche sera fa, riflettevo come sia singolare in un posto così piccolo, incontrare tanti colleghi musicisti, attori, letterati ed artisti visivi che sono costantemente a contatto e dialogano (nel senso dello scambio fertile) con le persone del luogo, con i volontari, i figuranti delle rievocazioni e con tutte le persone che lavorano alla Taverna del Duca, che si occupano di vendere i biglietti degli spettacoli, che spostano panche, sedie, che montano luci, scenografie, che sono parte (non a caso dico ‘sono’) di spettacoli teatrali, mostre, concerti e rievocazioni storiche.

“Si parla di cultura. Per me – spiega ancora Cristiano Arcelli – la cultura di un Paese, di una nazione, è quando questa si occupa di tutti, quando è condivisa. Si parla di una condivisione. Per me la condivisione è suonare, lavorare, con e per la Corciano Festival Orchestra con artisti di fama internazionale, oppure con i tamburini ed il coro della chiesa ed un cast di attori e musicisti di livello altissimo durante uno spettacolo teatrale e vedere tra gli spettatori uno sconosciuto che si emoziona o le persone che da bambino ti hanno insegnato a diventare un uomo. Si parla di numeri … – l’unico momento questo, in cui tra le righe si può respirare una certa ironia – per me i numeri sono le parole dette, le note suonate, i grazie ricevuti e dati. Si parla di Persone. Per me le persone sono quelle che alle 24:00 quando hai finito le prove e ti aspettano per prepararti un pasto. Questo festival per me è stato e rimane importante, credo lo sia per molte persone. Teniamocelo caro e vivo.. Con profonda gratitudine. Cristiano Arcelli”.

Monica Rosati
Ufficio Stampa Comune di Corciano

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