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mercoledì 22 Maggio 2024
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Conca del Sole, blitz di Casa Pound nella struttura che ospita 60 profughi

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casa pound corcianoBlitz di Casa Pound Perugia nella struttura del corcianese che ospita una sessantina di stranieri, richiedenti asilo.”Siamo tornati al nuovo centro di accoglienza situato nell’albergo Conca del Sole con i residenti per chiedere spiegazioni e visitare la struttura – afferma Antonio Ribecco, responsabile di CasaPound a Perugia – Appena siamo entrati è venuto verso di noi un signore che con molta arroganza ci invitatava ad andarcene, forse perché le nostre domande erano scomode ed i residenti erano molto risentiti per il fatto che una zona residenziale si è svalutata e degradata per la presenza di numerosi presunti profughi. Così dopo qualche resistenza abbiamo scoperto che quel signore era il proprietario della struttura e che, essendo un commerciante aveva affittato l’immobile alla cooperativa che gestisce l’accoglienza, per un fine esclusivamente economico”.

IL VIDEO – Il tutto è documentato in un video diffuso sulla pagina facebook di CP Perugia, in cui si spiega che la struttura, originariamente pensata come albergo, è ora ‘adattata’ a ospitare i richiedenti asilo; nel video si sente tra l’altro una signora lamentarsi perché “Questa era una zona residenziale…”, oggi di fatto senza controllo tanto che la donna, dopo l’arrivo dei richiedenti asilo, ha paura anche a fare una passeggiata. “Partivo da casa mia – spiega nel video, in cui chiede a chi ospita le persone – a piedi e facevo una passeggiata di un’ora. Io adesso, questo, non lo posso fare più. Vanno in giro a gruppi di quattro o cinque e si permettono anche di entrare nei cancelli”.

INCONTRO COL PREFETTO – Secondo Ribecco, infine, i “profughi” arrivano da Nigeria, Pakistan e Bangladesh, nessuna zona colpita da guerra”, puntualizza il responsabile di Casa Pound, secondo cui “Finalmente viene a galla senza falsi moralismi il vero motivo di questa finta accoglienza ovvero il business sia per chi mette a disposizione le strutture sia per le cooperative che gestiscono i falsi profughi. Ora insieme ai residenti chiederemo un incontro al prefetto – conclude Ribecco – e inizieremo una raccolta firme per far chiudere al più presto il centro di accoglienza situato in una zona boschiva e poco controllabile”.

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