Il gruppo Brunello Cucinelli archivia il primo trimestre del 2026 con ricavi per 369,1 milioni di euro, in crescita dell’8,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. A cambi costanti, la performance tocca il 14%, trainata da un canale retail in forte espansione e da risultati positivi in tutte le principali aree geografiche mondiali.
«Il primo trimestre del 2026 si è chiuso con una crescita del fatturato del 14%, un risultato che possiamo senz’altro considerare ottimo. A livello globale, l’immagine ‘alta’ del brand, posizionata nel segmento del lusso più esclusivo, si conferma molto solida e crediamo che viva il momento migliore della nostra storia», ha dichiarato il presidente esecutivo Brunello Cucinelli, commentando i dati diffusi ieri.
La crescita è stata guidata dall’«eccellente performance» del canale retail, salito del 20,1% a cambi costanti e del 12,9% a cambi correnti. Sul fronte geografico, le Americhe hanno registrato un incremento del 20,3% a cambi costanti (+9,4% a cambi correnti), l’Asia del 17,8% (+11,3%) e l’Europa del 4,4% (+4,2%). Più contenuto il canale wholesale, che ha segnato +0,3% a cambi correnti e +4,3% a cambi costanti.
Sulla base di questi risultati, del sell-out della collezione primavera-estate attualmente in negozio e della raccolta ordini autunno-inverno 2026, il gruppo conferma «una crescita attesa del +10% a cambi costanti nel 2026». «Credendo fortemente nel nostro modello di business, prevediamo inoltre una crescita dei ricavi nell’intorno del +10% anche per l’anno 2027», si legge nella nota ufficiale.
Cucinelli guarda al futuro con ottimismo anche sul versante dell’identità creativa: «Confidiamo che i prestigiosi riconoscimenti ricevuti anche nel 2025 per la nostra identità di stile, unitamente alla diffusione del film nel corso del 2026, continueranno ad alimentare interesse, curiosità e allure attorno alla nostra casa di moda».
Il ceo Luca Lisandroni ha espresso analoga fiducia durante la conference call dedicata ai risultati del trimestre: «Crediamo che non solo la nostra casa ma anche l’industria della moda stia bene, anche meglio dell’anno passato. I mercati globali scontano tensione internazionale e delineano scenario più severo di quello che ci saremmo aspettati. Ma possiamo confermare la guidance di crescita del 10% per il 2026 e del 2027 con realismo e con fiducia».
Lisandroni ha poi chiarito la situazione del grande magazzino americano Saks Fifth Avenue, che aveva destato qualche preoccupazione nel corso del 2025: «In Saks le cose stanno andando come ci aspettavamo, il fatturato è in crescita. Giudichiamo il risultato in questo trimestre importante. Anche dal punto di vista finanziario riceviamo pagamenti puntualissimi. Quello di Saks è stato un problema finanziario limitato al 2025».
Sul fronte geopolitico, l’impatto delle tensioni internazionali è risultato circoscritto. Ha spiegato Lisandroni: «abbiamo rilevato un effetto solo nella regione mediorientale che pesa per il 5% sul nostro fatturato. Nella regione abbiamo un equilibro fra wholesale e retail, che è concentrato a Dubai e Abu Dhabi. Il Medio Oriente ha contribuito positivamente nel trimestre perché l’avvio a gennaio è stato molto positivo. A marzo il traffico nei negozi è calato del 50% ma rimangono tutti aperti e operativi».
A chiudere il quadro previsionale è stato lo stesso fondatore, che ha delineato le attese finanziarie per l’anno in corso: «prevediamo l’ebit in leggero miglioramento, gli investimenti in crescita del 6% e la posizione finanziaria netta in miglioramento. La stessa cosa immaginiamo per il 2027. Non cambiamo le stime». Una conferma arrivata «anche in presenza di una guerra dolorosa e inaspettata», con lo sguardo già rivolto al 2028, che Cucinelli ha indicato come «il 50ennio di questa azienda».



