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sabato 13 Aprile 2024
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Leggere ai bimbi: ecco come andrebbe fatto

Da leggere

Il libro, a differenza di un cartone animato, non è un prodotto preconfezionato. Può essere letto, sfogliato e guardato da soli o in compagnia di un altro bambino o di un adulto. In un libro si possono saltare le pagine, leggere le stesse parole o guardare la stessa immagine mille volte, soffermarsi su certi particolari e tralasciare ciò che non interessa.

Lo stesso libro, letto a pochi mesi di distanza, può mostrarci quanto e come il nostro bambino sia cresciuto e cambiato. Quando un piccolo ci chiede di leggergli un libro (o siamo noi a proporglielo) teniamo a mente come gestire al meglio quest’esperienza perché possa apprendere, o consolidare delle competenze. Ecco i consigli di un’educatrice Montessoriana.

“Mettiamo il caso di avere di fronte a noi l’immagine di un pettirosso, appollaiato sul ramo di un melo perché stanco dopo un lungo volo. Come può essere interessante questa stessa immagine per un bambino di un anno, di due, di tre, di quattro, di cinque, di sei?

A un anno, quando il bimbo sta costruendo il suo vocabolario organizzando immagini-oggetti-suoni corrispondenti è sufficiente indicare e dire: «pettirosso», «merlo», «ramo». Man mano che il bimbo cresce, la sua capacità di cogliere nuove sfumature aumenta e così la nostra lettura segue la sua crescita:

«Il pettirosso sta sul ramo di un melo»

«Il pettirosso, stanco dopo un lungo volo, si ferma a riposare sul robusto ramo di un melo»

«Il sole sta tramontando dietro la montagna e il pettirosso, con le ali stanche dopo il lungo viaggio compiuto, si ferma a riposare e a recuperare le forze, sul robusto ramo di un melo sorto in cima alla collina»

«Il pettirosso è un uccello dal petto piumato di rosso, il melo fiorisce e fa dei frutti che si raccolgono in un certo periodo dell’anno, da questi si preparano marmellate, torte…»

L’approfondimento deve seguire gli interessi del bambino, siano essi rivolti al piano sociale, alimentare, naturalistico, cromatico, temporale.

Quando leggiamo dobbiamo essere lenti e chiari nell’esposizione, così come dobbiamo sfruttare la nostra capacità di arricchire con suoni onomatopeici, con rumori, e di variare le voci per rendere l’ascolto interessante.

Dobbiamo impegnarci a non avere fretta: a volte la lettura di una sola pagina è sufficiente.”

Giada Gatti

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