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domenica 14 Aprile 2024
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Politiche 2018 – Intervista con Presciutti Cinti di 10 Volte Meglio: “Con noi persone e competenze per uscire dalla crisi economica”

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Mancano pochi giorni all’appuntamento elettorale del 4 marzo e continuiamo nelle nostre interviste per conoscere più da vicino i candidati in Umbria. A rispondere alle nostre domande è Marzio Presciutti Cinti capolista alla camera di “10 Volte Meglio” e candidato per il collegio uninominale Perugia-Trasimeno.

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a candidarsi?
Purtroppo l’Italia si trova in una grave situazione che va oltre la crisi economica internazionale degli ultimi anni e questa classe politica ha dimostrato di non avere le risposte. Noi, invece, abbiamo queste risposte e le competenze per metterle in pratica. Ci siamo quindi candidati per assumerci le nostre responsabilità di persone che vogliono restituire al proprio Paese parte di quanto hanno ricevuto in termini di opportunità.

Perché votare lei, perché il suo partito?
Perché abbiamo un piano, concreto e sostenibile, e le competenze per portare l’Italia e l’Umbria finalmente fuori dalla crisi economica. Quanto a me, la gente dell’Umbria conosce la mia storia di imprenditore, ma mi conosce anche come padre e come marito. E per chi non mi conoscesse, sono sempre a disposizione per un dialogo ed un confronto.

Se dovesse essere eletto quale sarà la sua prima iniziativa?
Abolire l’obbligo delle partire Iva per professionisti e piccoli imprenditori il cui fatturato annuo non superi gli 80mila euro. Una soluzione semplice e concreta per tagliare la burocrazia e favorire la nascita di nuove imprese o comunque l’ingresso nel mondo del lavoro, alla luce del sole, per tanti giovani professionisti.

Quanto è importante mantenere un contatto con il proprio territorio di appartenenza?
E’ fondamentale. Io voglio stare sul territorio nel momento in cui si legifera, per tutta la durata del mandato. E non come fanno molti politici, che vediamo arrivare nei territori, fino al più piccolo dei paesi, solo adesso, quando c’è da chiedere il voto.

Qual è il futuro dell’Italia in Europa?
Un grande paese qual è l’Italia deve giocare la partita dello sviluppo all’interno dell’Europa, dove ci sono le opportunità per amplificare le grandi potenzialità che abbiamo in tantissimi settori.

Quali sono i punti deboli e i punti di forza dell’Umbria?
L’Umbria ha tanti punti di forza, che purtroppo non sta sfruttando adeguatamente. Abbiamo uno dei territori più belli d’Italia e, se escludiamo alcune aree compromesse e da riqualificare, una natura praticamente incontaminata. Possediamo il saper fare del nostro artigianato (ad esempio nel settore agroalimentare o della ceramica), delle eccellenze nell’industria, abbiamo un patrimonio artistico diffuso nei piccoli borghi come poche altre aree possono vantare. Poi, però, ci sono anche le criticità, il vero tappo al nostro sviluppo. A cominciare dal gap infrastrutturale. Inoltre, ritengo che tutta la progettualità regionale in materia di aiuto all’imprenditoria sia da rivedere.

Come vede in Italia un futuro fatto di macroregioni?
In un’ottica di contenimento dei costi e della spesa pubblica improduttiva, ogni semplificazione dell’apparato burocratico può essere interessante. Tuttavia, occorre verificare che una simile riforma non penalizzi le specificità dei singoli territori.

Che scenari politici reputa probabili all’indomani del 4 marzo?
In virtù di questa legge elettorale, si rischia di non avere una chiara maggioranza nei due rami del Parlamento. Quindi il voto dato a uno dei partiti tradizionali conta quanto quello dato a noi di “10 Volte Meglio”. Anzi, poiché il vero voto utile è quello che consenta di mandare a Roma rappresentanti capaci, non c’è voto più utile di quello a “10 Volte Meglio”.

Com’è cambiata la politica nell’epoca dei social network?
Questa è la più brutta campagna elettorale alla quale ho assistito. Tutti cercano l’ingaggio sui social, dimenticandosi purtroppo molto spesso di stare in mezzo alla gente. Noi, invece, intendiamo i social come uno dei mezzi, ma non l’unico, per ascoltare le persone e confrontarci con loro.

Populismo, immigrazione, violenza: come commenta i fatti più recenti?
Quando non ci sono proposte concrete, ci si rifugia nello scontro, fino alla violenza, con gravi fatti di cronaca che hanno interessato anche Perugia. Io l’avevo denunciato in tempi non sospetti e, purtroppo, la spirale di violenza non si è placata, ma anzi è aumentata. Le strumentalizzazioni di certi fenomeni e l’uso della violenza, da quella verbale sino a quella fisica, avvengono quando la politica risulta povera di contenuti e fatta sulla base di slogan e promesse che non possono essere mantenute, avanzate peraltro da chi ha già avuto la possibilità di cambiare il Paese e non l’ha fatto. Noi ci contrapponiamo a tutto questo.

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