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lunedì 22 Aprile 2024
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Mense scolastiche di Corciano, M5S: “Storia di ordinaria follia o di straordinaria superficialità”

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mensa scolasticaPer l’intero anno scolastico, dal 21 settemre 2015 al 9 luglio 2016, le mense scolastiche del nostro comune sono state gestite, in seguito all’aggiudicazione mediante project financing, dal consorzio ABN senza un regolare contratto.
Lo scrive in un comunicato il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Simonetta Checcobelli con l’obiettivo dichiarato di “portare a conoscenza dei cittadini che l’amministrazione del sindaco Betti ha gestito un servizio primario così delicato in maniera spericolata e senza il rispetto del principio di trasparenza, eludendo tutte le basilari convenzioni della buona amministrazione, alla luce di una inerzia amministrativa che desta molta preoccupazione”.

“L’intero anno scolastico – prosegue la pentastellata – è stato coperto con la garanzia fideiussoria provvisoria che ABN, unica impresa partecipante alla gara, ha sottoscritto con una assicurazione cinese – la China Taiping – che lo stesso ABN in una nota del 7 marzo 2016, quando si cercava invano di arrivare alla sottoscrizione del contratto, definisce non rispondente al necessario ‘rapporto fiduciario’. L’IVASS, organo presposto al controllo della affidabilità delle assicurazione, aveva infatti dichiarato che alcune polizze della China Taiping sono risultate false”.

Non è dato sapere, secondo Checcobelli, perché l’amministrazione a fronte di questa dichiarazione di ABN non ha avuto lo scrupolo di controllare se la fideiussione che garantiva la concessione delle mense fosse tra quelle false. “Ma con quella garanzia – aggiunge – la gestione delle mense è andata avanti in attesa che, tra svariate peripezie, ABN riuscisse finalmente a produrre una garanzia fideiussoria definitiva che avesse i requisiti di legge. ABN fatica non poco a trovarla, non ci è dato sapere se a causa di una sua intrinseca fragilità finanziaria o a causa della concessione inopportuna (12 anni) che il comune ha convenuto”.

“L’inerzia dell’amministrazione – attacca il consigliere M5S -, in attesa che ABN trovi la strada giusta per ottenere una fideiussione conforme, si protrae per mesi. In seguito ad un accesso agli atti del M5S si viene a conoscenza della mancata sottoscrizione del contratto e finalmente si interrompe l’irresponsabile silenzio dell’amministrazione che inoltra una diffida ad ABN intimando, pena la risoluzione del contratto, una veloce e rapida sottoscrizione dello stesso.
Così miracolosamente, dopo quasi 10 mesi di inerzia, la concessione viene suggellata dal famoso contratto”.

“Nel frattempo tutta l’operatività del progetto, la messa a punto di un orto, la piattaforma a km zero, le assunzioni di circa 23 persone a tempo determinato (tutti punti previsti nella delibera votata in Consiglio il 3 luglio 2015) sono stati disattesi – conclude Checcobelli – sebbene fatti passare come realizzati in assemblee pubbliche, simposi e convegni”.

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