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giovedì 18 Luglio 2024
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Ancora successi per “L’importanza di essere Earnest” prodotto da TSU e Fondazione Cucinelli

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spettacolo earnestDopo il successo di A scatola chiusa di Feydeau, la compagnia dei giovani del Teatro Stabile dell’Umbria si è cimentata con la messinscena de L’importanza di essere Earnest, tratto dal celebre testo di Oscar Wilde, con la regia di Antonio Latella. Lo spettacolo prodotto dallo Stabile umbro con la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, ha debuttato nel mese di settembre a Solomeo riscuotendo consensi di critica e pubblico e ora si appresta ad affrontare una tournée nei teatri dell’Umbria. Tournée che venerdì 22 gennaio, ore 21, farà tappa al Teatro Caporali di Panicale. Con questo spettacolo lo Stabile umbro è tornato a collaborare con Latella, dopo il lungo sodalizio che dal 2003 al 2009 ha presentato al pubblico alcune delle regie più significative dell’artista. La messinscena de L’importanza di essere Earnest pensata da Latella materializza la quarta parete teatrale e pone in proscenio una sfilata di grandi finestre che invitano gli spettatori a guardare oltre il brillante meccanismo della commedia, come a voler spiare nelle pieghe del rigido conformismo della società vittoriana, per osservarne le trasgressioni istericamente dolenti. La nuova traduzione di Federico Bellini dà forma a un libero adattamento che nella visione di Latella racchiude tanto della vita dell’autore. L’importanza di essere Earnest fu un successo fin dal suo debutto. Un modello di stile letterario, come il suo autore, Oscar Wilde, è un modello quanto a stile di vita.

Una vita da esteta, esibita e condotta con estro e azzardo in un’epoca, quella Vittoriana (1837-1901), che aveva fatto della serietà, earnestness, la propria Utopia. Un’Utopia che attraverso leggi e consuetudini repressive, si prefiggeva di rendere la società britannica, in Patria e nel resto dell’Impero, un Eden di armonia, operoso, produttivo e ricco, oltre che virtuoso. D’altra parte, non mancavano postriboli per gli uomini seri e dabbene, e la prostituzione femminile e maschile era un florido mercato. In scena Francesco Bolo Rossini nel personaggio di Algernon, Caroline Baglioni (Cecily Cardew), Edoardo Chiabolotti (Merriman), Vittoria Corallo (Lady Bracknell), Caterina Fiocchetti (Miss Prism), Stefano Patti (Jack/John), Ludovico Rohl (Lane Gribsby), Samuel Salamone (Reverendo Canon Chasuble), Giulia Zeetti (Hon.Gwendolen Fairfax).

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