L’Umbria migliora nella classifica nazionale degli infortuni mortali sul lavoro. Secondo i dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, elaborati sulla base delle statistiche INAIL e aggiornati al 31 maggio, la regione occupa l’ottavo posto in Italia per incidenza, con cinque decessi registrati nei primi cinque mesi dell’anno, pari a 1,9% del totale nazionale.
L’incidenza, chiarisce l’Osservatorio, misura gli infortuni mortali ogni milione di occupati, non il numero assoluto di casi, per confrontare tra loro regioni con popolazioni lavorative diverse. In Umbria lavorano quasi 378mila persone, un bacino occupazionale tra i più piccoli d’Italia: per questo cinque decessi, pochi in valore assoluto, producono un indice relativamente alto e una posizione di classifica peggiore rispetto a territori con più occupati e più vittime ma incidenza più bassa.
L’indice umbro si attesta a 13,2 decessi ogni milione di occupati, contro una media nazionale di 11,2: un livello che colloca la regione in zona arancione, dopo un lungo periodo sopra la media nazionale.
Nel primo semestre degli ultimi quattro anni l’indice dell’Umbria è stato infatti sempre ampiamente superiore alla media del Paese, che nello stesso periodo oscillava tra 14 e 15 punti: 17 nel 2022, 30 nel 2023, 18 nel 2024 e 26 nel 2025.
A livello nazionale gli infortuni mortali sul lavoro, esclusi quelli in itinere, sono scesi da 277 a 269 casi tra gennaio e maggio, un calo del 2,9% sull’anno precedente, mentre l’indice medio è sceso da 11,6 a 11,2.



