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giovedì 22 Febbraio 2024
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In Umbria i casi salgono a 62 e l’Azienda Ospedaliera di Perugia chiede ai medici in quiescenza di tornare in servizio

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Salgono a 62, diciotto in più rispetto al giorno precedente, le persone positive in Umbria al coronavirus. I guariti sono due. Lo ha annunciato la Regione, sottolineando che allo stato attuale, “non ci sono focolai di Covid-19”. La Direzione regionale alla Salute spiega infatti che i mille e 35 cittadini in isolamento rientrano “quasi tutti” nella rete dei contatti avuti dalle persone risultate positive.
I positivi sono 37 nella provincia di Perugia e 25 in quella di Terni. In 16 sono ricoverati, sei nell’ospedale di Terni e dieci in quello di Perugia, cinque in terapia intensiva nel capoluogo umbro e tre nel nosocomio ternano. Gli altri sono seguiti nei reparti di malattie infettive.
Sempre alla mezzanotte dell’11 marzo risultano 276 soggetti usciti dall’isolamento, 162 nella provincia di Perugia e 114 in quella di Terni.
Nel complesso entro le ore 24 del 11 marzo, sono stati eseguiti 457 tamponi.

Nel frattempo l’Azienda Ospedaliera di Perugia, per contenere la diffusione del Coronavirus, ha assunto numerose iniziative, a cominciare dalla ridefinizione dei percorsi di assistenza, con interventi per dotazione di nuovi spazi nelle degenze, rafforzando le proprie strutture tecnologiche, ed ora disponendo la richiesta di intervento di professionisti “in grado di dare un importante contributo in area urgenze, emergenza”, come sottolinea il commissario straordinario Antonio Onnis.

A tale proposito l’Ospedale di Perugia ha pubblicato un avviso pubblico per medici in quiescenza, specializzandi, operatori sanitari con determinati requisiti evidenziati nella domanda scaricabile sul sito www.ospedale.perugia.it clicca qui AVVISO PUBBLICO La richiesta di personale riguarda le 4 Aziende Sanitarie dell’Umbria e viene assicurato che le operazioni di selezione saranno svolte in tempi rapidi.

Il commissario Onnis ha anche voluto nuovamente manifestare l’apprezzamento per tutti gli operatori sanitari della sanità, sottolineandone “le capacità di adeguamento alla situazione d’emergenza che ha costretto a provvedimenti straordinari, presi anche al fine di contigentare l’accesso in ospedale per la tutela sia degli operatori che dei cittadini, provedimenti, che sono stati da subito condivisi dai professionisti”.

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