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mercoledì 21 Febbraio 2024
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Immigrazione: “forte calo” di arrivi in Umbria, Corciano fra le strutture con più affluenza

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Il sistema dell’accoglienza diffusa dei migranti predisposto in Umbria ha consentito di “non creare impattanti strutture collettive”. I nuovi arrivi, risultati legati “essenzialmente agli sbarchi”, si sono “ridotti fortemente”, come pure sono calati gli ospiti complessivi dei centri di accoglienza straordinaria e del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, con mille ospiti in meno tra il 2017 e il 2018, circa meno 30 percento, da 3.150 a 2.150 circa. E’ il quadro emerso dall’audizione dei prefetti di Perugia e Terni, Claudio Sgaraglia e Paolo De Biagi davanti alla prima Commissione dell’Assemblea legislativa, presieduta da Andrea Smacchi. Per una informativa sui flussi migratori e sulle novità contenute nel decreto sicurezza. Di circa il 30 percento si è anche ridotta – è stato detto – la spesa complessiva per l’accoglienza dei migranti che, nelle province di Perugia e Terni, ammontano rispettivamente allo 0,35 e 0,38 per cento della popolazione. Le nuove disposizioni previste dal decreto sicurezza – riferisce Palazzo Cesaroni – comporteranno una ulteriore riduzione dei soggetti che possono richiedere protezione, delle motivazioni previste e dei tempi massimi di permanenza. Dovrà essere cancellato il permesso umanitario mentre rimarranno due soli canali di accoglienza.

Resta da sciogliere – è stato detto ancora – il nodo del regime transitorio per chi vedrà revocato il regime di accoglienza nei Cas e negli Sprar. Ancora aperte “alcune incognite” legate alla definitiva applicazione dettagliata delle nuove norme. A margine dei lavori Smacchi ha sottolineato “l’importanza di verificare gli effetti delle disposizioni del ‘decreto sicurezza’”. “Assume dunque un significato particolare – ha evidenziato – questo incontro della prima Commissione con i prefetti di Perugia e Terni. Una consuetudine che si ripete da ormai quattro anni e che consente ai consiglieri regionali di essere aggiornati su un ambito importante come quello dei flussi migratori. Porteremo avanti gli approfondimenti sugli effetti delle nuove normative, che assegnano agli Spar le funzioni di integrazione dei soggetti a cui viene riconosciuto il diritto di asilo, prevedendo nei prossimi mesi una ulteriore audizione con prefetti e rappresentanti dell’Anci, visto che i Comuni sono direttamente coinvolti nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”.

Nella provincia di Perugia, ha spiegato il prefetto Sgaraglia, esiste un sistema di accoglienza diffusa con tre sole strutture più grandi: Ponte Felcino, Corciano e Colfiorito. I richiedenti accolti nel 2018 sono stati 1.405 rispetto a 1.960 dello scorso anno. La relativa spesa è passata da 23 a 18milioni di euro. Anche nella provincia di Terni, ha reso noto il prefetto De Biagi, si registra una riduzione complessiva dei numeri dovuta alla riduzione di nuovi arrivi. Sono stati infatti accolti 554 migranti in 94 piccole strutture (Cas della Prefettura) in un sistema di accoglienza diffusa, che è meno impattante ma rende più complessi i controlli. Gli Sprar gestiti da Comuni e ministero dell’Interno ospitano 216 migranti. Nel 2018 ci sono stati 65 nuovi arrivi a fronte di “consistenti” abbandoni volontari o trasferimenti negli Sprar (100) e 18 revoche di accoglienza per comportamenti sbagliati o denunce penali. La spesa complessiva, tra il 2017 e il 2018, è passata da 8,5 a 5,4 milioni di euro.

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