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lunedì 17 Giugno 2024
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Musicoterapia e Sindrome di Down, ecco i risultati del progetto “Uno in più”

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unoinpiùSi è concluso il progetto “Musica e movimento per stare bene e diventare autonomi” promosso da Uno in più – Associazione Sindrome Down Corciano ONLUS (www.unoinpiu.org) e cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. In occasione della giornata mondiale sulla Sindrome di Down che si terrà il 21 marzo, venerdì mattina, presso la Sala Fiume di Palazzo Donini, è stata presentata l’esperienza e i suoi risultati. Sono intervenuti Fabiola Falchi, presidente Uno in Più; Fiammetta Marchionni, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia; Lenida Carnevali, psicologa; Tiziana Minelli, responsabile del progetto.

Un progetto articolato e ambizioso che si è avvalso della collaborazione di musicoterapeuti, psicologhe e di una psicomotricista. Figure professionali diverse che, attraverso approcci innovativi, hanno proposto ai ragazzi e bambini con Sindrome Down attività utili alla loro crescita. Sono stati proposti nell’arco di 11 mesi di attività percorsi di gruppo e individuali capaci di stimolare e aiutare le persone con Sindrome Down a superare alcune difficoltà.
Nel complesso sono stati coinvolti 20 individui di età compresa fra i 18 mesi e 19 anni.
Il progetto era stato presentato alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia nell’ambito del bando 2015. “Musica e movimento per stare bene e diventare autonomi” di Uno in Più è rientrato nel novero dei progetti finanziati e ha ottenuto un contributo del 57% del budget complessivo. “Il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia è stato fondamentale,” spiega Fabiola Falchi, presidente di Uno in Più “ha permesso di realizzare un progetto nuovo che ha aiutato a crescere e migliorare tanti ragazzi”.

L’idea era partita dalla volontà di mettere insieme approcci differenti per proporre ai ragazzi con Sindrome Down nuovi stimoli in un contesto di emozioni positive. Perché quando si è felici è molto più semplice apprendere.
La musicoterapia (disciplina che usa la musica per coinvolgere molteplici sensi) è stata un mezzo per stimolare la lallazione; per lavorare sul linguaggio attraverso il canto; ma è stata anche il contesto attraverso il quale si sono create nuove relazioni interpersonali. La psicomotricità (approccio che lavora sul corpo attraverso gioco e interazione) è stata utile a ottenere miglioramenti su: tempi di attenzione, capacità di movimento, motricità fine e interazioni con l’altro.

Dopo una fase iniziale nella quale sono stati acquistati i materiali necessari (strumenti musicali, attrezzature per la motricità, strumenti informatici per facilitare la comunicazione, materiale audiovideo, etc) sono stati attivati i percorsi di gruppo e individuali. I ragazzi e i bambini, suddivisi in gruppi omogenei per età, sono stati coinvolti in incontri settimanali di musicoterapia, psicomotricità e in un laboratorio nuovo chiamato “musicopsicomotricità” che coinvolgeva come terapisti un musicoterapeuta, una psicomotricista e una educatrice. Le attività partite a maggio 2015 sono andate avanti fino al 18 marzo 2016.

La psicologa Lenida Carnevali che ha supervisionato il progetto ha incontrato periodicamente le famiglie per valutare come i ragazzi stavano vivendo questa esperienza. “I riscontri venuti dai genitori sono stati positivi” ha spiegato la psicologa “i bambini e i ragazzi hanno partecipato con entusiasmo alle attività proposte e sono stati numerosi i miglioramenti osservati sia nel linguaggio che nel movimento”.

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