La Polizia di Stato ha commemorato il 24° anniversario della morte dell’assistente Luca Benincasa, ucciso in servizio il 22 marzo 2002 sul raccordo Perugia-Bettolle, all’altezza del bivio per Corciano. Benincasa e il suo collega, l’ispettore Lamberto Crescentini, cercarono di fermare un taxi che procedeva a velocità elevata: a bordo c’era un commando che aveva appena rapinato la filiale del Monte dei Paschi di Siena a Camucia, in Toscana. Dal veicolo partirono circa dieci colpi di pistola: Benincasa fu colpito alla nuca e morì sul colpo; Crescentini, raggiunto da cinque proiettili, fu salvato in ospedale.
La cerimonia si è articolata in tre momenti: la deposizione di fiori al monumento sul raccordo, con la benedizione del cappellano frate Rosario Gugliotta; una messa in suffragio nella chiesa di Santa Maria Assunta a Collestrada; e infine la visita alla tomba nel cimitero locale. Tra le autorità presenti il questore Dario Sallustio, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, il vice prefetto vicario Maura Nicoletta Perrotta e i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato.
«Oggi ricordiamo Luca Benincasa, un servitore dello Stato che ha sacrificato la propria vita durante l’espletamento del servizio – ha dichiarato il questore Dario Sallustio –. Il suo esempio deve essere guida per tutti noi e, in particolare, per i giovani allievi agenti: indossare questa uniforme significa onorare valori di coraggio, dedizione e responsabilità».
Presente alla cerimonia Francesco Benincasa, figlio dell’agente: aveva appena due anni quando perse il padre e oggi, dal giugno 2020, presta servizio alla Questura di Perugia, seguendo le orme di chi non ha fatto in tempo a conoscere. Alla commemorazione ha partecipato anche una rappresentanza di allievi dell’Istituto per Sovrintendenti “Rolando Lanari” di Spoleto. Da ricordare che a Luca Benincasa è intitolata una via nella frazione corcianese di San Mariano.



