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venerdì 6 Marzo 2026
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Comuni Ricicloni, Corciano resta fuori: nessun premiato sopra i 20mila abitanti

Legambiente premia 19 comuni umbri ma i grandi centri, compreso Corciano, non raggiungono gli standard di qualità richiesti. Indice di riciclo regionale al 56,4%

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Prima Pagina - AdnKronos

Corciano non figura tra i 19 Comuni Ricicloni dell’Umbria premiati venerdì 13 febbraio al Teatro Pavone di Perugia durante il nono EcoForum regionale organizzato da Legambiente Umbria. Quest’anno nessun comune sopra i 20mila abitanti è riuscito a entrare nella speciale classifica, che richiede non solo un’alta percentuale di raccolta differenziata ma soprattutto elevati standard di qualità.

Il nodo della qualità della raccolta organica

Per essere premiati come Comuni Ricicloni, Legambiente ha fissato due criteri stringenti: superare il 72% di raccolta differenziata e garantire una qualità della frazione organica superiore al 95%, con presenza di materiale non compostabile uguale o inferiore al 5%. Ed è proprio questo secondo parametro a penalizzare i comuni più grandi. «Lo ripetiamo da tempo e anche in questa occasione: quantità e qualità delle raccolte vanno di pari passo – ha spiegato Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria – altrimenti le filiere di riciclo non possono essere attivate».

La qualità media della raccolta dell’organico è migliorata soprattutto nei piccoli comuni, molto meno in quelli più grandi. Oltre a Corciano, sono esclusi dalla classifica anche Perugia, Bastia Umbra, Torgiano, Terni, Bettona, Acquasparta e altri otto comuni che pure avrebbero percentuali di differenziata sufficienti ma non raggiungono gli standard qualitativi richiesti.

I dati regionali e le prospettive future

Nonostante l’assenza dei grandi centri dalla classifica, l’Umbria registra risultati incoraggianti a livello regionale con un indice di riciclo del 56,4%, in crescita dello 0,8% rispetto al 2023. «I dati che arrivano da Arpa e Legambiente Umbria sono incoraggianti – ha dichiarato Thomas De Luca, assessore Energia e Ambiente della Regione Umbria – soprattutto per quanto riguarda il parametro fondamentale dell’indice di riciclo». La regione si conferma in linea con i target nazionali: 55% entro il 2025, 60% nel 2030 e 65% entro il 2035.

«Come Regione Umbria stiamo lavorando su tre obiettivi – ha aggiunto De Luca – ridurre i costi per famiglie e imprese, ridurre la produzione di rifiuti da discarica e creare occupazione dallo sviluppo di economie circolari». Il percorso di riforma della legge regionale dovrà concludersi entro il 2026, con un processo di consultazione che coinvolgerà comuni, cittadini, associazioni e imprese.

La classifica dei premiati

I 19 Comuni Ricicloni umbri sono tutti sotto i 20mila abitanti. Tra i comuni sotto i 5mila figurano Calvi dell’Umbria, Otricoli, Arrone, Montefranco, Attigliano, Ferentillo, San Gemini, Montecastrilli, Penna in Teverina, Lugnano in Teverina, Giove e Valfabbrica. Nella fascia tra 5mila e 20mila abitanti sono stati premiati Narni, Amelia, San Giustino, Todi, Magione, Castiglione del Lago e Passignano sul Trasimeno.

Calvi dell’Umbria e Otricoli hanno ottenuto anche il riconoscimento nazionale come Comuni “Rifiuti Free” per aver prodotto meno di 75 kg di rifiuto indifferenziato per abitante all’anno.

Obiettivi più ambiziosi dal 2026

Con la nuova legge regionale sull’economia circolare da poco presentata, saranno rivisti e posti al rialzo gli obiettivi regionali e dei singoli comuni. Legambiente adeguerà di conseguenza i parametri per il premio già dal prossimo anno. «Sarà necessario un importante e complesso lavoro di riorganizzazione per omogeneizzare e integrare i servizi e l’impiantistica – hanno sottolineato da Legambiente Umbria – che permetteranno all’intera regione di raggiungerli».

L’EcoForum ha rappresentato anche l’avvio del percorso di partecipazione sulla nuova legge regionale, per raccogliere informazioni e proposte da parte di tutti i soggetti interessati.

Economia circolare e occupazione

Dal Rapporto di GreenItaly 2025 emerge che i green jobs in Umbria rappresentano quasi il 35% di tutti i nuovi contratti di assunzione e che quattro imprese su dieci nella regione hanno fatto investimenti in prodotti e tecnologie green nell’ultimo quinquennio. «Il volano dell’economia circolare parte proprio dalla riprogettazione di beni e servizi in ottica di riduzione degli scarti – ha sottolineato Daniela Riganelli di Legambiente Umbria – ciò implica anche la creazione di nuovi posti di lavoro legati all’innovazione».

All’EcoForum hanno partecipato Thomas De Luca, assessore regionale all’Ambiente; David Grohmann, assessore all’Ambiente del Comune di Perugia; Giuseppe Rossi, direttore AURI; Alfonso Morelli, direttore ARPA Umbria; Stefano Ciafani, presidente Legambiente Nazionale; Urbano Barelli, presidente di GESENU Spa; Alessandra Santucci di ARPA Umbria e Daniela Riganelli di Legambiente Umbria.

L’evento è stato organizzato da Legambiente Umbria con il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, della Camera di Commercio dell’Umbria e del Comune di Perugia, e sostenuto da DNA Ambiente, Gesenu, TSA, SIA, CONIP, O-I, Unicoop Etruria e Verdeinmed.

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