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mercoledì 28 Febbraio 2024
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Doppia indagine per il doping alla Mezza Maratona di Corciano

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dopingLe frontiere del doping non hanno confini: né geografici, né etnici, né d’età. Il doping è spesso avanti all’antidoping e l’ormai tristemente famosa Epo ha già una sua evoluzione di difficile individuazione durante i normali controlli durante le manifestazioni sportive. Soprattutto in quelle con non troppi riflettori puntati. Anche in Umbria è ormai sbarcata la Darbopoietina o Nesp, una proteina sintetica che stimola la produzione di globuli rossi usata in medicina, per la cura di malattie renali e anemie.
Lo scorso aprile, in un controllo al termine della mezza maratona di Corciano, è stata trovata nel sangue di Giuseppe Baldelli, tesserato Fidal di una società sportiva perugina, insieme ad altre sostanze proibite, quali Anastrozolo, Betametasone e Testosterone e suoi metaboliti di origine non endogena.

DUE DEFERIMENTI ALLA MARATONINA – A Baldelli la procura antidoping del Coni contesta la violazione dell’articolo 2.1. del Codice WADA e anche del 2.3 per la mancata sottoposizione al controllo antidoping ematico disposto al termine della stessa competizione. Per l’atleta è quindi scattato il deferimento con una richiesta di squalifica di 4 anni.
Deferimento arrivato anche per Abdelaziz El Makhrout, tesserato FIDAL di una società ternana, solo per la mancata sottoposizione al controllo antidoping ematico sempre al termine della gara “Mezza Maratona Corcianese”.
Per il nordafricano 36enne, che corre ormai da anni in Umbria, la procura del Coni ha chiesto 2 anni di squalifica: un caso diverso rispetto a quello di Baldelli, 46 anni e molto conosciuto anche per le sue imprese in gare di Triathlon.
L’atleta perugino, per la positività alla Nesp, ha portato anche i carabinieri del Nas ad aprire una inchiesta penale, parallela a quella della giustizia sportiva.
Le società sportive dei due atleti sono considerate estranee ai fatti.

SOSTANZE PERICOLOSE – La Darbopoietina è più costosa dell’Epo ma più efficace. E per chi la utilizza come sostanza dopante nelle manifestazioni sportive ha effetti 10 volte più potenti: aumenta in 8 giorni anche del 20% la capacità di trasporto di ossigeno del sangue.
Con tutti i rischi del caso legati alla salute, all’aumento dell’ematocrito fino al 60%, con conseguenti rischi cardiovascolari fino alla morte improvvisa. Senza considerare gli effetti di dipendenza psicologica.
Ecco perché il Nas è al lavoro per individuare la provenienza delle sostanze dopanti in questione e indaga ad ampio raggio nel mondo del sport perugino.

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