Le carte d’identità cartacee non ancora scadute resteranno valide oltre il termine del 3 agosto, limitatamente a determinati utilizzi nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i gestori di servizi pubblici. La decisione è stata adottata dal Consiglio dei Ministri per far fronte alle difficoltà registrate nel rilascio della Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Decisione del Governo
Il Consiglio dei Ministri, riunito il 16 giugno a Palazzo Chigi, ha stabilito che le carte cartacee manterranno validità fino alla loro naturale scadenza, anche oltre il termine precedentemente fissato del 3 agosto 2026. La misura modifica quanto previsto da una circolare del Ministero dell’Interno del 3 febbraio, che indicava quella data come limite per l’utilizzo esclusivo della CIE.
Ritardi nei Comuni
La scelta è legata alle difficoltà operative riscontrate in molti Comuni, dove il rilascio della CIE procede a rilento a causa dell’elevato numero di richieste. Le amministrazioni locali, in diversi casi, non riescono a soddisfare la domanda nei tempi previsti.
Documenti provvisori
Nei casi in cui il Comune non riesca a rilasciare la carta d’identità elettronica, ad esempio per cittadini con documento scaduto, sarà possibile ottenere un documento di identità provvisorio. Le carte cartacee continueranno comunque a essere utilizzabili nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano servizi pubblici.
Cos’è la CIE
La Carta d’Identità Elettronica rientra nel processo di digitalizzazione e adeguamento agli standard europei. Ha formato simile a una carta di credito e consente, oltre all’identificazione personale, l’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione.
La CIE viene rilasciata dal Comune di residenza o dimora su appuntamento. Può essere richiesta presentando una fototessera e, per facilitare le operazioni, la tessera sanitaria o il codice fiscale. Il costo è di 16,79 euro, a cui possono aggiungersi diritti di segreteria comunali. La validità varia in base all’età: tre anni per i minori di tre anni, cinque anni tra i tre e i diciotto anni, dieci anni per i maggiorenni. Nei casi di temporanea impossibilità alla rilevazione delle impronte digitali, la validità è limitata a dodici mesi.



