Un confronto tra cittadini, associazioni e amministratori pubblici sui problemi ambientali dell’area nord di Perugia si è svolto al Country House Colleverde di Corciano, con al centro viabilità, discariche e attività estrattive. Le associazioni hanno avanzato richieste su controlli, pianificazione e gestione delle risorse ambientali.
Il confronto a Corciano
L’incontro si è tenuto venerdì 22 maggio e ha visto la partecipazione dell’assessore regionale Thomas De Luca, degli assessori del Comune di Perugia David Grohmann e Francesco Zuccherini, del sindaco di Passignano Sandro Pasquali e del consigliere regionale Cristian Betti, già sindaco di Corciano. Secondo quanto riferito dall’Osservatorio Borgogiglione APS, non sono intervenuti per altri impegni i sindaci di Corciano, Magione e Umbertide.
Viabilità e mezzi pesanti
Le associazioni dell’area nord di Perugia e dei comuni limitrofi hanno segnalato criticità legate alla viabilità, attraversata quotidianamente da un numero elevato di mezzi pesanti diretti alla discarica di Borgogiglione e alle cave di inerti. A giudizio dei promotori, questa pressione inciderebbe sulla sicurezza stradale e sulla qualità della vita dei residenti.
Pressioni ambientali
Secondo l’Osservatorio Borgogiglione, i principali fattori di impatto sono la discarica di Borgogiglione, nel territorio di Magione, e le attività estrattive attive nei comuni di Perugia, Corciano e Umbertide. Le associazioni sostengono che tali attività avrebbero ricadute su ambiente e salute, oltre a compromettere lo stato delle strade.
Richieste agli enti
«Questo è un territorio di frontiera, lontano dai municipi e dagli occhi dei decisori, dove anche le competenze sono frammentate fra più Amministrazioni. Per questo, i cittadini spesso non trovano risposte concrete e organiche ai problemi» – ha dichiarato il presidente dell’Osservatorio Borgogiglione, Lucio Pala.
Le associazioni hanno chiesto l’attivazione di un piano di monitoraggio d’area, controlli più frequenti e limiti al traffico dei camion. Hanno inoltre sollecitato una revisione dell’indennità di disagio ambientale, pari a circa 500mila euro annui distribuiti dalla Regione a cinque comuni, e dei contributi ambientali versati dalle cave, affinché vengano destinati, secondo i promotori, a interventi concreti sul territorio.
Critiche al piano rifiuti
Nel corso del confronto sono emerse anche valutazioni critiche sul Piano regionale per la transizione ecologica e la gestione dei rifiuti. Secondo i partecipanti, gli obiettivi di prevenzione e riduzione sarebbero poco ambiziosi e troppo diluiti nel tempo, a fronte di una convivenza pluridecennale con la discarica.
Proposta di un patto
Le associazioni hanno infine proposto all’assessore regionale e agli amministratori locali di avviare confronti periodici tra enti e di costruire, insieme alle imprese, «un patto per l’economia circolare e la giustizia ambientale», ritenuto uno strumento per ridurre i rifiuti e sostenere il territorio.



