L’Associazione Colle della Trinità, insieme a Italia Nostra Perugia, torna a richiamare l’attenzione sul futuro del Parco Colle della Trinità e sulla possibile vendita a privati, chiedendo un intervento della Regione Umbria e di AFOR per garantirne la gestione pubblica.
Origini e vincoli
Secondo la cronistoria ricostruita dall’Associazione, il 30 ottobre 1991 la Comunità Montana “Monti del Trasimeno” acquistò 113 ettari in località Colle della Trinità con finalità idraulico-forestali. Nella parte sommitale venne individuato un parco naturale di circa sei ettari, intitolato poi a Robert Einstein [cugino di Albert ndr]. Nella rotonda dell’area, diversi autori – F. Ciatti (1636), R. Collesi (1902), G. Angeletti e G. Balducci (1999) – hanno ipotizzato la presenza di un’ara sacrificale etrusca.
Concessione del 1995
Il 26 luglio 1995, riferisce l’Associazione, la Comunità Montana stipulò con un privato una concessione quarantennale per il diritto di superficie su parte del parco, al prezzo di 10 milioni di lire una tantum e senza gara d’appalto. Il contratto prevedeva la realizzazione di strutture di ristorazione e due campi da gioco in un’area classificata come verde pubblico non edificabile e soggetta a vincoli paesaggistici.
Atti urbanistici e contenzioso
Il 11 gennaio 1999 il Comune di Corciano rilasciò un’autorizzazione per una struttura ristorativa, dopo l’approvazione di piani particolareggiati che, secondo l’Associazione, sarebbero stati in contrasto con il PRG. Il 27 novembre 2000 la Giunta provinciale annullò tali atti per vizi di legittimità. Successivamente, il 28 ottobre 2003, il Consiglio comunale approvò un nuovo PRG che prevedeva una limitata edificabilità nell’area.
L’Associazione presentò ricorso al TAR, che il 17 maggio 2005 accolse le contestazioni rilevando incongruenze tra parte strutturale e operativa del piano. Il Comune ricorse al Consiglio di Stato, che il 21 dicembre 2012 respinse definitivamente l’appello, confermando la sentenza del TAR. WWF Italia, secondo quanto riportato, sostenne l’Associazione nei ricorsi.
Strutture e ordinanze
L’Associazione sostiene che nel tempo siano state installate strutture temporanee, a partire da un Jollybox autorizzato nel 1995 e prorogato fino al 1999. Tali titoli, essendo temporanei, risulterebbero scaduti. Riferisce inoltre che ulteriori manufatti sarebbero stati oggetto di ordinanze di demolizione del Comune di Corciano (n. 170 del 6 settembre 2000 e n. 115 del 26 luglio 2013), che non sarebbero state eseguite.
Un sopralluogo del 15 aprile 2014 avrebbe attestato l’avvenuta demolizione, ma, secondo le associazioni, ciò non corrisponderebbe allo stato dei luoghi. A seguito di un esposto, il giudice ha disposto l’archiviazione del procedimento penale, rilevando però che «il verbale del sopralluogo è gravemente lacunoso … ed è superficiale …».
Vendita e preoccupazioni
Con la soppressione delle Comunità Montane, il commissario liquidatore ha avviato la vendita dei beni. Parte dell’area del parco è stata acquisita dalla Regione Umbria nel 2015 ed è gestita da AFOR, che ha effettuato interventi di bonifica del parcheggio. Resterebbero da alienare circa quattro ettari, inclusi i 2000 metri quadrati interessati dalla suddetta concessione a al privato.
L’Associazione e una larga parte dei residenti si dichiarano contrari a una cessione a privati, ritenendo che «verosimilmente anteporrebbero l’interesse economico alla salvaguardia ambientale», e indicano nella proprietà pubblica l’unica garanzia di tutela e fruibilità dell’area.
Interlocuzioni con il Comune
Negli ultimi mesi, riferisce l’Associazione, si è sviluppato uno scambio di comunicazioni con il sindaco di Corciano per chiarire eventuali irregolarità edilizie. La risposta ricevuta viene giudicata «insoddisfacente» e «generica», in quanto «non risultano elementi comprovanti il mancato rispristino dello stato dei luoghi», senza entrare nel merito delle questioni sollevate. Le associazioni continueranno a seguire l’evoluzione della vicenda, mantenendo alta l’attenzione sulla tutela dell’area.



