L’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Corciano, Stefano Gabrielli, interviene sul possibile trasferimento della sede legale della Molini Popolari Riuniti da Ellera, esprimendo contrarietà alla decisione che sarà sottoposta all’assemblea dei soci.
Assemblea e modifiche statutarie
Secondo quanto dichiarato dallo stesso Gabrielli, «sabato 16 maggio l’Assemblea dei soci della Molini Popolari Riuniti Ellera-Umbertide sarà chiamata a deliberare su una serie di modifiche statutarie», tra cui il trasferimento della sede legale finora collocata a Ellera di Corciano. L’assessore riconosce che si tratta di una scelta «assolutamente legittima dal punto di vista imprenditoriale», ma ritiene che meriti attenzione e riflessione.
Il richiamo alla storia
Nel suo intervento, Gabrielli ricostruisce le origini del Molino Popolare di Ellera, ricordando l’arrivo nel 1954 di Renato Luigetti e il ruolo avuto nello sviluppo della cooperativa. «Non avrebbe mai immaginato che molti anni dopo quest’ultima avrebbe deciso di cancellare l’ultimo ricordo di un passato glorioso, la sede sociale ad Ellera», ha affermato.
L’assessore sottolinea il contributo economico e sociale della cooperativa nel territorio del Perugino e del Trasimeno, citando il sostegno alla Cantina Sociale di Magione e la creazione dell’Oleificio di Passignano. A suo giudizio, queste attività avrebbero garantito agli agricoltori uno sbocco diretto sul mercato, favorendo anche l’integrazione del reddito agricolo.
Ruolo sociale e territoriale
Gabrielli evidenzia anche l’impatto sociale della cooperazione, ricordando le condizioni dei mezzadri e il contributo dato alla crescita delle comunità locali. «Gran parte delle abitazioni che vennero costruite tra gli anni Sessanta e Ottanta sono il frutto dell’integrazione dei redditi agricoli con quelli della prima industrializzazione», ha dichiarato.
Tra gli esempi citati anche il servizio di consegna del pane a domicilio, che secondo l’assessore avrebbe alleggerito il lavoro domestico. Inoltre, ha richiamato il legame tra la cooperativa e la vita politica locale, sostenendo che «dalla Liberazione al 1995 un dirigente della Cooperativa è sempre stato eletto in Consiglio comunale o in Giunta».
Le critiche alla decisione
L’assessore esprime una posizione netta contro il trasferimento della sede legale: «Trovo che cancellare uno dei patti costitutivi non sia eticamente sostenibile». Secondo Gabrielli, la ripartizione tra sede legale a Ellera e sede amministrativa a Umbertide rappresentava una regola fondativa dell’operazione di fusione.
«È un atto arrogante e irrispettoso nei confronti dei tanti soci che accettarono questa pattuizione», ha aggiunto, parlando anche di «uno schiaffo ai due Comuni e ai due sindaci» coinvolti nella fase di fusione.
Appello ai valori cooperativi
Nel passaggio conclusivo, Gabrielli richiama il valore della memoria storica e della cooperazione: «La storia non si cancella, e non sempre ciò che viene dopo è progresso». L’assessore afferma che tali scelte rischiano di indebolire i valori che hanno caratterizzato il territorio, esprimendo rammarico per quello che definisce «un silenzio assordante» attorno alla vicenda.



