Uno dei parchi più amati dai perugini potrebbe presto passare di mano. Il Parco Colle della Trinità, area di grande valore ambientale e storico, è al centro di una possibile dismissione a seguito della liquidazione delle Comunità Montane. A rilanciare l’allarme sono l’Associazione Colle della Trinità e Italia Nostra, sezione di Perugia, che temono il passaggio del polmone verde dalle mani pubbliche a quelle private.
«Nella zona sommitale del colle, dove alcuni studiosi hanno ipotizzato la presenza di un’antica ara etrusca, si estende un parco frequentato da famiglie, scuole e appassionati di natura» – scrivono le associazioni. Un patrimonio collettivo che negli ultimi trent’anni è stato interessato da vicende amministrative complesse.
Nel 1991 il parco fu acquisito dalla Comunità Montana «Monti del Trasimeno» e destinato a parco. Nel 1995 una porzione venne concessa a un privato con diritto di superficie quarantennale, una concessione che si colloca – come sottolineano le associazioni – in un contesto urbanistico caratterizzato da destinazione a verde pubblico e da vincoli paesaggistici, «che nel tempo hanno dato luogo a verifiche e contenziosi».
Varie vicende giudiziarie si sono succedute negli anni: nel 2000 la Provincia annullò un piano attuativo ritenuto non legittimo; nel 2005 il TAR accolse il ricorso dell’Associazione Colle della Trinità contro una previsione edificatoria, decisione poi confermata nel 2012 dal Consiglio di Stato. Parallelamente, nell’area sono state autorizzate strutture di carattere temporaneo, i cui titoli – a detta delle associazioni – risultano oggi scaduti e la cui permanenza richiederebbe verifiche specifiche. Sono state inoltre emesse ordinanze di demolizione per alcune opere, rispetto alle quali la documentazione disponibile evidenzia «valutazioni non univoche sull’effettiva esecuzione degli interventi richiesti».
Oggi restano da alienare circa 4 ettari di parco, comprendenti aree interessate da concessioni e manufatti per i quali «permangono questioni tecniche e giuridiche non del tutto definite, con possibili riflessi sulla gestione futura». Ed è proprio per questo che cittadini, residenti e associazioni chiedono che il Parco resti pubblico e venga acquisito dalla Regione, già presente nell’area attraverso AFOR — Azienda Forestale Regionale — ritenendo questa la soluzione più idonea a garantire tutela, accessibilità e fruizione collettiva.



