Un viaggio nel cuore della natura e dell’anima, tra il bianco del Grande Nord e il battito antico della foresta. Domenica prossima, al Teatro Cucinelli di Solomeo, torna protagonista la grande narrazione teatrale con Zanna Bianca, della natura selvaggia, spettacolo scritto e diretto da Francesco Niccolini insieme a Luigi D’Elia, che ne è anche interprete. L’appuntamento, inserito nella Stagione 25/26 a cura del Teatro Stabile dell’Umbria (TSU), è in programma nel pomeriggio, con inizio alle 17.30, e si rivolge a un pubblico di tutte le età, a partire dai sette anni.
Lo spettacolo, vincitore degli Eolo Awards 2019 e del Premio Festebà 2019, nasce come un omaggio a Jack London, ai suoi romanzi e alla sua vita avventurosa. È una storia di lupi, di neve e di libertà, capace di restituire il respiro primordiale del mondo e la sua infanzia più remota. Dalle prime immagini della lupa che dà alla luce i cuccioli fra le nevi, fino al destino di uno di essi — Zanna Bianca, il lupo più celebre della letteratura — la scena si apre come un racconto epico e sensoriale.
Niccolini e D’Elia tornano a raccontare la natura, abbandonando questa volta la presenza umana per entrare nel punto di vista degli animali. Dopo dieci anni di storie dedicate all’ambiente e al rapporto tra uomo e paesaggio, gli autori scelgono di farsi voce della foresta e delle sue creature, restituendo il mistero e la potenza del mondo selvaggio. Zanna Bianca è uno spettacolo che “corre sulla neve”, un monologo fisico e poetico che alterna momenti di silenzio a gesti pieni di ritmo e forza, come fenditure nel bianco del palco.
«I lupi – spiega Niccolini nelle note di regia – sono esseri sociali, capaci di prendersi cura dei più anziani, di condividere il cibo e di modificare le loro tecniche di caccia a seconda delle difficoltà. Le loro pellicce trasportano semi lungo i sentieri della foresta: in fondo, i lupi piantano gli alberi».
Un frammento poetico che riassume il senso profondo dello spettacolo: la connessione invisibile fra tutti gli esseri viventi. Il lavoro si ispira sì a White Fang, ma trae linfa anche da Il richiamo della foresta, fondendo mito e scienza, letteratura e leggenda. «Siamo stati infedeli a Jack London – aggiunge Niccolini – ma fedeli al suo spirito. Il nostro Zanna Bianca non è un cane da salotto, è la corsa nel bosco, il battito della vita allo stato puro».
Lo spettacolo, consigliato dai sette anni in su, è pensato come un viaggio condiviso fra adulti e bambini, un’esperienza evocativa che restituisce il desiderio di libertà e di contatto con la natura. Zanna Bianca, della natura selvaggia rappresenta un omaggio appassionato alla resilienza e alla forza dell’immaginazione, ma anche un invito a riscoprire il valore dell’essere vivi, lontani dalle comodità artificiali del mondo moderno.



