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lunedì 16 Febbraio 2026
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Teatro: Giorgio Marchesi porta in scena Il fu Mattia Pascal di Pirandello

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Prima Pagina - AdnKronos

Giorgio Marchesi è il protagonista di uno dei più celebri romanzi di Luigi Pirandello in una versione energica, divertita e ironica che arriverà nei prossimi giorni sui palcoscenici umbri. Il fu Mattia Pascal fa parte delle stagioni 2025-2026 firmate dal Teatro Stabile dell’Umbria.

Lo spettacolo andrà in scena martedì 27 gennaio alle ore 21 al Teatro della Filarmonica di Corciano e mercoledì 28 gennaio alle ore 20.45 al Teatro Don Bosco di Gualdo Tadino. Marchesi è regista dello spettacolo insieme a Simonetta Solder e ha scelto un approccio contemporaneo al testo pirandelliano.

«Sono state proprie le parole che Pirandello fa dire al suo protagonista a suggerirci la chiave per raccontare le vicende di Mattia Pascal – spiega Marchesi – Abbiamo voluto sperimentare un linguaggio che potesse essere accessibile e appetibile a tutti, anche e soprattutto alle nuove generazioni». L’obiettivo è allontanarsi dalla visione polverosa erroneamente associata ad alcuni capolavori letterari, scegliendo un punto di vista vitale, dinamico e divertito di questo caso davvero strano.

Insieme a Raffaele Toninelli, che ha creato una drammaturgia musicale sul testo, il team ha dato vita a un’atmosfera non realistica. «Non abbiamo voluto ambientare il testo precisamente nei primi anni del secolo scorso – aggiunge il regista – abbiamo preferito traslarlo e trascinarlo lungo il Novecento per assecondare la contemporaneità dei temi trattati nell’opera». Tra questi, il rapporto con la propria identità, oggi moltiplicata dai tanti profili di cui ci si serve quotidianamente per comunicare sui social, ma anche il tema della rinascita dopo lo sconvolgimento delle vite.

«Mi trasformerò con paziente studio sicché, alla fine, io possa dire non solo di aver vissuto due volte, ma di essere stato due uomini diversi» recita il testo pirandelliano. Pascal sembra chiedere non solo un’altra possibilità di ricominciare da capo o di correggere gli errori del passato, ma vuole anche abitare un’altra persona, nuova, diversa, sconosciuta.

«Da questi spunti è nata l’idea di proporre al pubblico la storia di Mattia Pascal e Adriano Meis concedendoci la libertà di giocare con questi due personaggi e sottolineando l’umorismo presente nel testo – conclude Marchesi – pur lasciando intatto lo stile e il linguaggio originali. Perché un testo, anche se un classico, rimane un pre-testo per comunicare col pubblico. E visto il momento storico, meglio farlo con leggerezza».

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