La cucina italiana entra nei patrimoni culturali immateriali dell’umanità Unesco. È la prima cucina al mondo ad essere riconosciuta nella sua interezza. A deliberarlo, all’unanimità, è stato il Comitato intergovernativo dell’Unesco riunito a New Delhi, in India.
L’Umbria si inserisce pienamente in questo riconoscimento grazie alla sua tradizione enogastronomica. La regione vanta prodotti d’eccellenza riconosciuti a livello internazionale, tra cui il tartufo nero di Norcia e Spoleto, l’olio extravergine d’oliva Dop Umbria, la fagiolina del Trasimeno, i salumi come il prosciutto di Norcia Igp, i vini Docg come il Sagrantino di Montefalco e il Torgiano Rosso Riserva.
Il cucinare è per gli italiani «un’attività comunitaria che enfatizza l’intimità con il cibo, il rispetto per gli ingredienti e i momenti condivisi attorno alla tavola» si legge nella motivazione. Nella decisione inoltre si sottolinea come il dossier di candidatura, curato dal giurista Pier Luigi Petrillo, dimostra «gli sforzi significativi compiuti dalle comunità negli ultimi sessant’anni». Tra gli organismi rappresentativi chiave vengono citati la rivista La Cucina Italiana, l’Accademia Italiana della Cucina e la Fondazione Casa Artusi.
Con l’iscrizione della cucina italiana come patrimonio dell’Unesco, l’Italia conquista il record mondiale di riconoscimenti nel settore agroalimentare in proporzione ai riconoscimenti complessivi ottenuti. Per l’Umbria, che basa gran parte della sua attrattività turistica sulla qualità enogastronomica, il riconoscimento rappresenta un’ulteriore opportunità di valorizzazione.





