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domenica 7 Dicembre 2025
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Matthias Martelli in scena con “Eretici”: il coraggio degli spiriti liberi arriva a Corciano

Sabato 15 novembre alle 20.45 lo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile dell'Umbria inaugura la Stagione 25/26 a Corciano

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Prima Pagina - AdnKronos

l Teatro della Filarmonica di Corciano si prepara ad accogliere uno degli spettacoli più intensi e provocatori della scena teatrale contemporanea per l’apertura ufficiale della Stagione 25/26. Matthias Martelli porta sul palco corcianese “Eretici. Il fuoco degli spiriti liberi”, produzione del Teatro Stabile dell’Umbria che indaga il coraggio di chi ha osato pensare diversamente, pagando spesso con la propria vita.

L’appuntamento è per sabato 15 novembre alle 20.45 al Teatro della Filarmonica, una serata inaugurale che promette di lasciare il segno.

Un viaggio attraverso i secoli dei dissidenti

Sul palcoscenico, Martelli sarà accompagnato dalle straordinarie voci di Laura Capretti, Flavia Chiacchella e Roberta Penta in un affresco scenico che attraversa i secoli per raccontare le storie di donne e uomini che hanno scelto di percorrere strade diverse da quelle imposte. Scienziati, filosofi, artisti, pittori, giornalisti, liberi pensatori: figure che hanno sfidato il potere costituito, rischiando e spesso perdendo la propria esistenza.

Da Giordano Bruno a Galileo Galilei, da Caravaggio a Pier Paolo Pasolini, lo spettacolo intreccia le biografie di questi spiriti ribelli, passando per streghe, papesse e rivoluzionarie, fino ad arrivare ai nostri giorni. Un racconto corale che mescola tragico e comico, grottesco e poesia, in un continuo gioco di trasformazioni dove un attore e tre cantanti danno vita, con i loro corpi e le loro voci, a personaggi, epoche e luoghi diversi.

La lezione dei giullari medievali

“La tradizione dei giullari medievali, riscoperta da Dario Fo, è la base stilistica di Eretici: la fisicità, la mimica e la voce sono pienamente al centro della scena”, spiega Martelli nelle sue note di regia. Il corpo dell’attore diventa strumento di trasformazione continua, capace di assumere decine di personaggi diversi attraverso mutamenti di voce, timbro e registro.

Ma è nella riflessione sul significato dell’eresia che lo spettacolo rivela la sua potenza più profonda. “Ho iniziato a scrivere questo spettacolo pensando che gli eretici fossero gli sconfitti, i condannati della Storia”, confessa l’artista. “Ho scoperto invece che la loro forza innovativa è trionfante: hanno sprigionato una luce così potente da oscurare le terribili violenze dei loro persecutori. In realtà i perdenti sono proprio gli aguzzini”.

Una domanda per il presente

Non ci interessano i nomi dei persecutori, sottolinea Martelli, le loro azioni sono “perlopiù ripugnanti”. Sono invece gli eretici, i dissidenti, i ribelli ad aver conquistato la ribalta sul palco della Storia, dimostrando che, come affermava Bertolt Brecht, “la verità non è figlia dell’autorità, ma del tempo”.

Lo spettacolo si conclude con una provocazione rivolta direttamente al pubblico: il fuoco del pensiero eretico non si è spento, arde ancora oggi tra noi. E allora la domanda diventa inevitabile: siamo ancora capaci di essere eretici? Abbiamo il coraggio di pensare con la nostra testa, di mettere in discussione le verità imposte, di rischiare per difendere le nostre idee?

Una serata di teatro che promette di emozionare, far riflettere e, forse, accendere qualche scintilla di quel fuoco che ha illuminato i secoli passati e che, oggi più che mai, abbiamo bisogno di ravvivare. Un’apertura di stagione che non poteva essere più significativa per il Teatro della Filarmonica.

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