Cosa hanno in comune Bruno Lauzi, Cat Stevens, Luigi Tenco, Joni Mitchell, Pino Daniele e San Francesco d’Assisi? Apparentemente nulla, eppure le loro canzoni possono raccontare la storia di un uomo vissuto 800 anni fa, delle sue scelte radicali, delle sue battaglie e delle sue fragilità. È questo il “gioco” musicale e narrativo che propone Sara Jane Ceccarelli con “L’ombra del santo – Canzoni che senza saperlo conversano con Francesco”, in scena sabato 15 novembre alle 18 alla chiesa museo di San Francesco a Corciano.
L’appuntamento, a ingresso libero, fa parte di Cantiche, il progetto che celebra gli 800 anni del Cantico delle Creature intrecciando l’estetica francescana con i grandi temi del nostro tempo, inserito nella stagione Tourné 2025/2026 e realizzato da Mea Concerti grazie ai fondi del Bando “Sostegno Spettacoli dal Vivo anno 2024” erogati da Sviluppumbria.
Un racconto laico attraverso la musica
Sul palco, Sara Jane Ceccarelli sarà accompagnata da Paolo Ceccarelli alla chitarra elettrica e dal chitarrista romano Lorenzo De Angelis alla chitarra acustica e ai cori, per un viaggio musicale che alterna canzoni e narrazione in un racconto inedito della vita del Santo di Assisi.
La cantante italo-canadese ha scelto un approccio originale: cercare nei testi di grandi interpreti della musica contemporanea le immagini che potessero raccontare in maniera nuova la storia di Francesco. Non il santo venerato e idealizzato, ma l’uomo che compie una grande scelta, porta avanti una missione con estrema caparbietà, vive momenti di sconforto e ritrova la forza di continuare.
“Una storia che è la storia di molti uomini e donne dei secoli scorsi e dei nostri giorni”, spiegano gli organizzatori. Un racconto laico, leggero e spesso scanzonato, per scoprire uno dei santi più amati nel mondo attraverso gli occhi e le parole di chi, forse inconsapevolmente, ne ha cantato le inquietudini, i dubbi e le illuminazioni.
Dalla rock music alla spiritualità
Nel “gioco” della musica, i testi di Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso, della cantante rock olandese Anouk, di Pino Daniele, Francesco Guccini, Bruno Lauzi e della stessa Sara Jane diventano pretesto per raccontare colui che Dante definì come “l’uomo che Dio volle simile a lui”, donandogli le stimmate con cui “l’amante diventava simile all’amato”.
Ma anche per riscoprire l’eroe moderno dietro le prime biografie edulcorate che non lasciarono traccia dell’uomo in cui ognuno di noi può ritrovarsi: quello delle contraddizioni, delle paure, della ricerca di senso.
Sara Jane condivide con Francesco la stessa terra d’origine, l’Umbria, e in questo spettacolo costruisce un ponte tra epoche lontane, dimostrando come la grande musica d’autore possa dialogare con la spiritualità attraverso i secoli, parlando un linguaggio universale fatto di domande esistenziali, scelte di vita e ricerca di autenticità.



