Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato che, a partire da settembre, sarà attiva sul sito istituzionale una piattaforma digitale rivolta agli enti locali, ai quali sarà richiesto di inserire tutti i dati relativi agli autovelox entro due mesi. Per ciascun dispositivo dovranno essere indicate marca, modello e conformità.
L’iniziativa del ministero segue l’allarme lanciato dal Codacons, secondo cui senza il decreto attuativo tutti gli apparecchi potrebbero essere spenti. Il Mit non ha fornito dettagli sul testo atteso per il 19 agosto, ma ha sottolineato che l’operazione rappresenta una “straordinaria operazione verità”, soprattutto alla luce della mancanza di mappature precise degli autovelox. L’obiettivo del dicastero, guidato da Matteo Salvini, è garantire l’efficacia dei dispositivi a tutela della sicurezza stradale, evitando che vengano utilizzati più per fare cassa che per prevenire comportamenti scorretti alla guida.
Il Codacons ha evidenziato come, secondo quanto previsto dal decreto Infrastrutture, la mancata comunicazione dei dati da parte di Comuni, Province e Regioni comporterebbe l’impossibilità di utilizzare gli autovelox sul territorio. La legge impone infatti agli enti locali di censire e comunicare tutti i dispositivi presenti e le informazioni tecniche relative a conformità, modello e omologazione.
L’associazione ha sottolineato che, pur volendo, gli enti locali non possono ancora ottemperare all’obbligo a causa della mancanza del modulo digitale previsto dal decreto attuativo del Mit. Tale modulo dovrà essere pubblicato entro il 19 agosto e da quel momento gli enti avranno 60 giorni di tempo per trasmettere i dati, pena la disattivazione degli apparecchi.
Il Codacons ha definito la situazione “assurda e paradossale”, ricordando che a partire dal 18 ottobre tutti gli autovelox, indipendentemente dall’omologazione, dovranno essere disattivati se il decreto non entrerà in vigore. L’associazione ha anche evidenziato che il caos sugli autovelox dura da 16 mesi, da quando la Cassazione ha dichiarato nulle le multe elevate da apparecchi approvati ma non omologati, e ha sottolineato che circa il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili sono stati approvati prima del 2017, rendendo incerta la loro legittimità e utilizzo.



