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domenica 14 Luglio 2024
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Con “Un respiro in più” Francesco Mangano trasforma Perugia nel set di un legal thriller

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È appena uscito nelle librerie il romanzo dal titolo “Un respiro in più” di Francesco Mangano, avvocato e assessore comunale a Corciano. Pubblicato per i tipi di Morlacchi Editore, il giallo sapientemente congegnato tra i vicoli del Centro di Perugia, gli Uffici Giudiziari e le periferie della città è stato presentato venerdì 25 giugno nel Resort Anna Boccali. hanno portato i loro saluti il Sindaco di Corciano Cristian Betti e la vice presidente del Consiglio Regionale, Simona Meloni, mentre hanno dialogato con l’autore il giornalista Alvaro Fiorucci, l’avvocato Carlo Pacelli e l’editor Jessica Cardaioli.

Come si legge nel trailer-book, l’intreccio ruota intorno alla figura di Riccardo Bove, avvocato 45enne, che ha una relazione con il sostituto procuratore Nadia Magistrelli. Per pura casualità, entrambi si ritrovano coinvolti nelle vicende della Tonelli spa: il magistrato sta indagando su un presunto giro di riciclaggio, mentre l’avvocato è alla ricerca del testamento del capofamiglia, deceduto di recente. In una Perugia malinconica e intima, sullo sfondo un episodio di 40 anni prima, segreti, inganni ed omicidi mettono a dura prova le certezze di Riccardo, seriamente legato a Nadia, ma ancora sensibile al fascino della bellissima Alessia Tonelli, sua vecchia fiamma.

Un’incredibile serie di colpi di scena gli daranno la forza per fare i conti con il passato e dare una svolta decisiva alla sua vita. Il libro offre diverse prospettive di lettura, a cominciare da quella più immediata, il genere giallo, più propriamente il legal thriller, ricco di colpi di scena, inganni, segreti e qualche cadavere eccellente. I misteri legati alle vicende dei personaggi si svelano lungo le 450 pagine del testo, in maniera veramente avvincente.

La seconda prospettiva è tutta dedicata alla città di Perugia, altra protagonista del libro, palcoscenico urbano dove si muovono le pedine di una vicenda che affonda le radici nel passato. L’autore punta i riflettori sul Centro di Perugia, sui vicoli, sulle aree periferiche, su alcune chiese e monumenti, luoghi che sembrano interagire con i personaggi. La terza prospettiva è quella dell’indagine giudiziaria e soprattutto della vita forense riportata con molto realismo; vediamo avvocati, giudici, poliziotti muoversi lungo corridoi impolverati, tra gli spazi angusti del Tribunale e della Procura.

Le oltre 400 pagine del romanzo si fanno leggere e portano il lettore nei luoghi reali della città, dove si muovono personaggi di fantasia in cui ognuno si può riconoscere, perché Mangano li crea e racconta attingendo alla normalità, senza alcun ricorso agli espedienti dei caratteri forti e dei difetti: non ci sono avvocati depressi o giudici alcolizzati, né eroi speciali o agenti con superpoteri. Nel romanzo di Mangano si muovono uomini e donne normali, persone che scelgono il bene o il male seguendo le loro passioni e le loro debolezze.

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