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giovedì 18 Luglio 2024
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I genitori ricorrono e il TAR dell’Umbria riapre gli asili nido della zona rossa

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Il Tar dell’Umbria ha sospeso la chiusura dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, per bambini fino a 36 mesi d’età, nella provincia di Perugia e nei comuni di quella di Terni dichiarati zona rossa per l’emergenza Covid. Ha infatti accolto il ricorso presentato da uno dei genitori contro l’ordinanza della Regione del 6 febbraio scorso.

Secondo i giudici il provvedimento impugnato “reca un pregiudizio evidente nei confronti della ricorrente e del minore rappresentato poiché nel sistema normativo statale si rintraccia la prescrizione che anche in zona rossa le scuole per l’infanzia restino aperte”. Ha quindi fissato al 16 marzo la trattazione collegiale in camera di consiglio.

Il Tar ha invece respinto la parte del ricorso contro la stessa ordinanza della Regione per la parte che coinvolge l’istruzione primaria e secondaria (che deve svolgersi “esclusivamente con modalità a distanza”).
“La gravità dell’incremento epidemiologico – è scritto tra l’altro nell’ordinanza – comporta la conferma dell’orientamento per cui, nel bilanciamento tra l’interesse alla salute pubblica e quello ad una formazione scolastica (che comunque può essere svolta temporaneamente a distanza), la prevalenza del primo; in tale situazione nemmeno appare legittimamente precludibile la fruizione del congedo per motivi familiari”.

È stata già notificata dai legali della ricorrente, gli avvocati Alessandra Bircolotti ed Ermes Farinazzo, alla Regione Umbria l’ordinanza del Tar che sospende la chiusura delle scuole per l’infanzia nelle zone rosse della provincia di Perugia e in alcuni comuni di quella di Terni. L’amministrazione regionale ha quindi trasmesso la sospensiva all’Anci e ai Comuni. “Se le scuole indicate dal Tar non dovessero riaprire i genitori potrebbero avanzare richiesta di risarcimento ma anche configurarsi l’omissione di atti d’ufficio” ha detto all’ANSA l’avvocato Farinazzo.

“L’ordinanza riguarda un solo genitore ricorrente – ha aggiunto – ma ha effetto collettivo. Quello che abbiamo lamentato con il nostro atto al Tribunale amministrativo regionale è la carenza di motivazione riguardo alla sospensione dei servizi per l’infanzia. A nostro avviso manca uno studio che dimostri un’alta presenza di positivi al Covid in tale ambito e una maggiore circolazione del virus. Non ci sono studi – ha concluso l’avvocato Farinazzo – per dimostrare che questi sono i focolai”.

La Regione Umbria ha comunicato ai sindaci interessati dal provvedimento, nonché alle Prefetture di Perugia e Terni, ai presidenti delle due Province, a quello dell’Anci e all’Ufficio scolastico regionale la sospensione ordinata dal Tar in merito alla parte dell’ordinanza regionale numero 14 del 6 febbraio in cui si disponeva l’interruzione fino al 21 febbraio di tutti i servizi socioeducativi per l’infanzia (0-6 anni), statali e paritari, dei comuni della provincia di Perugia e di San Venanzo e Amelia in provincia di Terni. Lo riferisce Palazzo Donini.

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