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giovedì 25 Luglio 2024
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Coronavirus, rischio minimo in Umbria: pronte le procedure per ogni eventualità

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In Umbria sono state “predisposte tutte le misure necessarie” a fronteggiare eventuali casi legati al nuovo coronavirus anche se il rischio di contrarlo in Italia “resta minimo”. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto. “La Regione Umbria, a seguito della circolare inviata dal ministero della Salute, contenente tutte le indicazioni riguardanti il nuovo coronavirus, ha provveduto a diramarla alle Aziende sanitarie e ospedaliere, dando indicazioni ai direttori generali per il suo recepimento” ha spiegato. “Il Ministero – ha affermato ancora l’assessore – ha prodotto materiale informativo da affiggere negli aeroporti e, a Fiumicino, è in vigore una procedura sanitaria per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici, per poi trasferirli all’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani di Roma”.

L’assessore ha fatto presente che, peraltro, le Aziende sanitarie dell’Umbria hanno già sperimentato, in occasione della Sars e dell’Influenza da virus pandemico H1N1, percorsi e protocolli specifici per l’accesso in sicurezza di eventuali casi sospetti nei pronto soccorsi e per la loro eventuale ospedalizzazione. L’Istituto Superiore di Sanità ha, inoltre, già contattato il laboratorio di Virologia dell’Università di Perugia, che è quello di riferimento in Umbria per le diagnosi dei virus influenzali, al fine di condividere tempestivamente le novità per la diagnosi differenziale di laboratorio.
Il Ministero della Salute fornisce anche alcune indicazioni per i viaggiatori, che dovranno essere rispettate per evitare di introdurre il virus nel territorio italiano.

Anche se, ad oggi, il rischio di contrarre il nuovo Coronavirus in Umbria è minimo, l’assessorato alla Sanità sta valutando la possibilità di costituire una task force per coordinare eventuali ulteriori provvedimenti che si rendessero necessari in base all’evoluzione della situazione.
“Siamo ancora in piena stagione invernale – ha ricordato Coletto -, caratterizzata, come ogni anno, dalla epidemia influenzale. Onde evitare che normali patologie respiratorie, anche di stagione, vengano scambiate dai cittadini come contagio da coronavirus, è importante che ciascun paziente si rivolga al proprio medico di famiglia, che saprà valutarne correttamente il quadro clinico”.

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