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martedì 26 Settembre 2023
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Il Tribunale dei Minorenni di Roma apre la strada alle adozioni gay

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2H2QUFLL5356-kNlB-U10302761135915ZvE-640x320@LaStampa.itUna recente sentenza del Tribunale dei Minorenni di Roma apre la strada all’ adozione del figlio del proprio convivente anche da parte di persone dello stesso sesso, introducendo in Italia un istituto già conosciuto in diversi paesi come step child adoption.

LA SENTENZA –  è stata accolta con disfavore dal mondo cattolico e da quello politico, poichè apre una breccia su un tema delicato ed attualmente espressamente negato dalla legislazione italiana, scavalcando di fatto il potere legislativo affidato dalla Carta Costituzionale al Parlamento. Si limita ad applicare, l’ 44 lett. d) della legge n. 184/83 che disciplina una delle ipotesi di c.d. adozione in casi speciali e che prevede testualmente la possibilità di chiedere l’adozione “quando vi sia la constata impossibilità di affidamento preadottivo”.

LA NORMA  –  non richiede che a presentare il ricorso sia una coppia e non indica un determinato orientamento sessuale del richiedente come condizione per poter vedere accolta la richiesta. Non si discute di adozione ex novo di un minore da parte di due persone dello stesso sesso, che ancora è una procedura non attuabile in Italia, ma si tratta della possibilità di chiedere ed ottenere l’adozione del figlio, biologico o adottivo, del proprio convivente quando ciò risponda al generale e superiore interesse del minore.

SQUILIBRIO – Benché la sentenza non si ponga in aperto contrasto con la normativa nazionale finisce col creare un significativo squilibrio tra una coppia omosessuale che non può o non vuole accedere alla fecondazione eterologa o alla pratica dell’ utero in affitto, quest’ultima al momento possiblie solo all’estero, e chi invece vuole e può farlo. Nel primo caso alla coppia omosessuale non sarebbe in nessun caso consentita l’adozione; nel secondo caso, invece, seguendo il solco tracciato dalla sentenza, si otterrebbe di fatto un risultato analogo a quello espressamente vietato.

L’ASSOCIAZIONE NOTAI CATTOLICI –  fa sapere che si è proposta come ente attivo sul fronte dell’intervento normativo riguardo alle tematiche come quella in esame e si è attivata affinché l’Italia promuova a breve una modifica legislativa sul tema dell’adozione da parte di coppie omosessuali, nel rispetto dei principi fondamentali costituzionalmente tutelati e dei valori cristiani. Sulla scia delle aperture di Papa Francesco intende dirigersi verso il pieno rispetto della parità di genere, verso la tutela del diritto di uguaglianza tra eterosessuali ed omosessuali. Perno centrale della riforma proposta sarà la salvaguardia del bambino adottato e del suo diritto ad una famiglia nella quale poter crescere amato e rispettato, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei genitori.

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