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domenica 21 Luglio 2024
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Bocciata l’esenzione Imu sulla seconda casa concessa ai familiari, insorge il centro destra

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iucA Corciano arriva la IUC, la nuova Imposta Unica Comunale, che ingloba tasse e tributi dovuti in relazione alla casa (IMU) e alla produzione di rifiuti (ex Tia e Tarsu e TARES).
Le nuove tariffe e relativo regolamento, che saranno votati nel consiglio comunale fissato per lunedì 19 maggio, sono stati analizzati nei giorni scorsi in commissione assieme all’ipotesi di introdurre a Corciano l’abolizione dell’IMU sulla seconda casa concessa ai familiari in linea retta.
Si tratta di una proposta contenuta nell’ordine del giorno presentato a fine 2013 dai consiglieri Luca Merli (FI) e Maria Chiara Giraldo (NCD) entrambi all’epoca nel gruppo consiliare del PDL.
“L’ordine del giorno – spiega Merli in un comunicato stampa sottoscritto dalla collega Giraldo – fu approvato con voto unanime (17 favorevoli) dal Consiglio con la delibera n. 39 del 28.10.2013 anche se emendato – prosegue Merli – dalla capogruppo del PD Emanuela Boccio ed approvato con la dicitura: ‘compatibilmente con i vincoli di bilancio‘”.

NIENTE SOLDI PER L’ESENZIONE – “Lunedì scorso in sede di 2a Commissione – spiega Merli – abbiamo analizzato regolamento e tariffe della IUC, la nuova Imposta Unica Comunale. In quella sede l’assessore al bilancio Franco Baldelli e il responsabile area tributi dott. Stefano Baldoni hanno comunicato l’impossibilità a rendere efficace la suddetta delibera, in quanto da una stima effettuata il gettito IMU afferente questa fattispecie ammonta a circa 220.000 euro e che il Comune non ha le coperture necessarie per evitare l’applicazione dell’imposta. L’amministrazione – prosegue il consigliere di Forza Italia – asserisce che non ci sono soldi e visto che questo Comune ha destinato grandi risorse al sociale se fosse costretto ad applicare detta esenzione, conseguentemente dovrebbe operare tagli proprio sul sociale.

LE SOLUZIONI DEL CENTRO DESTRA – “Dal momento che la maggioranza mi ha invitato a trovare soluzioni sulla questione e ad essere propositivo – incalza Merli – voglio precisare che a suo tempo avevamo proposto che se l’impatto fosse stato eccessivamente oneroso per l’amministrazione, in subordine si poteva applicare l’esenzione a chi riceveva in comodato una casa da un familiare in linea retta con un reddito inferiore ai 15.000 euro annui”. Merli chiede dunque che si possa prendere in considerazione questa ulteriore ipotesi ricordando che il comune ha fatto la stima delle case date in comodato in base ai vecchi dati senza probabilmente fare una stima su questo criterio. “I 220.000 euro – aggiunge il consigliere Merli – potrebbero scendere notevolmente ed aiutare chi ha una situazione reddituale più svantaggiata. Credo che questa amministrazione aveva modo di valutare molto più attentamente la questione che riguarda un numero importante di famiglie che in questo momento di seria difficoltà avevano l’opportunità di vedersi ridurre il carico di imposte e tasse”.

QUESTIONE DI EQUILIBRIO – “È chiaro – prosegue Merli nel comunicato – che siamo alle porte della discussione del bilancio preventivo e che, tra gli importi di anni precedenti ancora da riscuotere e l’incertezza di riscuotere le imposte correnti, raggiungere l’equilibrio di bilancio è sempre più complesso ma l’incidenza di questa entrata su quelle totali è di poco superiore all’1% e forse anche molto meno se si considera il dato reddituale. Questa amministrazione – chiede Merli – non riesce a trovare tra la spesa corrente una o più voci da ridurre per questo importo che ritengo sia notevolmente inferiore ai 220.000 euro? Sarebbe bene che il Comune spiegasse ai cittadini, voce per voce, dove non si possono effettuare tagli e non mi riferisco certo ai necessari costi che giustamente vanno sostenuti per l’infanzia e per la scuola”.

SI PUÒ FARE – “Per l’esonero IMU – ribadisce il consigliere di Forza Italia – degli immobili dati in uso ai familiari in linea retta con reddito annuale inferiore ai 15.000 euro le risorse si trovano e non mi si venga a dire che magari si vedrà in seguito. Dopo è tardi – conclude Merli – come detto in Commissione, se si può cambiare qualcosa oggi è il tempo giusto”.

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