Prostituzione cinese sventata a Corciano, encomi a sette poliziotti di Assisi L'indagine del 2014 era partita da Assisi e Bastia

Notizia pubblicata il 8 giugno 2017 - 19:00

Ha riguardato anche Corciano l’indagine per cui la polizia di Assisi ha ricevuto sette encomi. All’epoca, nel 2014, la Polizia aveva arrestato due coniugi cinesi per sfruttamento della prostituzione: secondo l’accusa i due arruolavano giovani connazionali, privandole del passaporto, segregandole e costringendole a prostituirsi in 17 appartamenti “a luci rosse” tra Assisi, Bastia e Corciano; 8 le prostitute clandestine espulse e altri 13 indagati.

Il sodalizio “familiare” cinese era particolarmente attivo nello sfruttamento della prostituzione: un enorme giro d’affari e di denaro “guadagnato” attraverso lo sfruttamento di giovani connazionali ingannate prima ancora di partire alla volta dell’Italia e, una volta ivi giunte, private anche della propria libertà personale per prostituirsi, a disposizione della clientela assisana, bastiola e perugina.

Quindici le persone, tutte di nazionalità cinese, indagate per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento della permanenza illegale dello straniero nello Stato, sette gli appartamenti sequestrati di cui 4 a Perugia, 1 a Corciano, 1 a Bastia Umbra e 1 ad Assisi, Fraz. S.M. Angeli e una cinquantina circa le persone identificate e sentite dalla polizia come persone informate sui fatti; 8, infine, le espulsioni di cittadini stranieri irregolari effettuate.

I premiati dal questore Francesco Messina sono la dottoressa Francesca Domenica Di Luca, il sostituto commissario Arino Peltristo, l’ispettore capo in quiescenza Valter Stoppini, il soprintendente Luca Locchi ed Ernesto Falcinelli, gli assistenti capo Francesco Caponnetto e Alessandro Nizi.

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